Michele Brignani, quando i sogni illuminano la vita


michele-brignani-matteo-luzzeri
Michele Brignani con l'atleta azzurro Matteo Luzzeri

SAN GERVASIO (Brescia), 27.06.2018 -  Michele Brignani, 19 anni, scia sull'acqua per il Jolly Ski. Una vita apparentemente normale come tanti suoi coetanei, ma Michele all'età di 12 anni contrae la sindrome di Stargardt, una patologia ereditaria della retina che si manifesta in gioventù e porta gradualmente fino alla cecità.
Questa malattia infatti, si manifesta con l'abbassamento graduale della vista fino alla sua completa perdita. Michele giorno dopo giorno in tre anni, vede la luce della natura spegnersi gradualmente fino al buio totale, condizione che lo accompagna da ormai 4 anni.

Michele però non si da’ per vinto, coltiva i suoi sogni fino a farli diventare realtà. 
Michele ha una forza d'animo impressionante, nel suo presente e nel suo futuro ci sono scuola e sport. Nella scuola è ora impegnato nel quarto anno al liceo di Scienze Umane "Fabrizio De Andrè" di Brescia.
Nello sport è invidiabile impegnandosi tra tatami e il lago di San Gervasio con le sue due passioni: il katate e lo sci nautico.
Proprio nella sfera dello sci nautico la scorsa settimana una troupe composta da un fotografo e dalla responsabile Telethon, ha seguito Michele nella sua giornata tipo in previsione della messa in onda di Telethon, la maratona Rai finalizzata per raccogliere fondi. Un'iniziativa creata in Italia nel 1990 da un'idea di Susanna Agnelli in collaborazione con l'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare (Uildm), il progetto nasce per finanziare e promuovere ricerca scientifica sulle malattie genetiche e rare, Telethon ha avuto nella scorsa edizione la presenza in studio di Michele Brignani che si è raccontato.
Anche noi attraverso le pagine delle news del sito jollyski.com, vogliamo presentarvi il giovane Michele attraverso un'intervista realizzata sul pontile del Centro Sci Nautico di San Gervasio

.matteo-brignani-claudio-benatti
L'atleta del Jolly Ski Michele Brignani
con l'allenatore Claudio Benatti

 

Dove vuole arrivare Michele Brignani?
Il mirino l'ho già puntato sull'università. Studierò per diventare psicologo.

Come si è avvicinato lo sci nautico?
Il primo responsabile è Fedele Luzzeri (Presidente Jolly Ski n.d.r.) che mi ha aperto le porte di questa disciplina. Poi la bravura dei due tecnici Genadi Guralia e Claudio Benatti, che tutti i giorni mi seguono in allenamento, hanno fatto il resto.

Ma cosa ha fatto scattare la passione?
Le cose estreme mi sono sempre piaciute. Lo sci nautico è uno sport molto adrenalinico e che si fa sull'acqua, due componenti essenziali per il mio carattere.

Come riesce un non vedente a fare la disciplina di slalom?
Viene utilizzata un'apparecchiatura denominata Audio-Slalom. Si tratta di un computer applicato sul piantone della barca che crea queste boe virtuali che si basano sul tiro della corda. L'apparecchiatura emette un suono quando si vira la boa virtuale in modo corretto, ne fa tre quando si sbaglia concludendo la gara.

Quel'è il miglior risultato fin qui ottenuto?
Mi sto ancora perfezionando, so di avere ancora molti margini di miglioramento. I miei risultati ora sono ancora lontani, ma conto di potermi esprimere al meglio già da questa stagione.

Quanto è impegnativo l'allenamento dello sci nautico?
Per quanto riguarda la logistica, vivo a San Gervasio e quindi per me non è troppo impegnativo venire ad allenarmi due volte al giorno. In questo sport gli allenamenti hanno durata breve, 15 minuti al massimo, proprio perchè l'intensità è talmente elevata che le energie si esauriscono in poco tempo.

Ma con questa voglia di fare, è lei che sta dando molto alla sua famiglia, o è la famiglia che le sta dando molto?
Dopo essere diventato un non vedente a tutti gli effetti, la mia famiglia mi ha dato molto. Io sto cercando di riconoscere i meriti per quello che ha fatto e che tutt'ora sta ancora facendo per me.
Ma io giorno per giorno voglio dimostrare a me stesso di essere capace di fare tante cose. Non sono uno che si arrende anzi, voglio affermarmi.

Testo e Foto di
Nando Vescusio


##########